«Mi basta il 4% netto.»
Quante volte l’ho sentita. Detta con tono ragionevole, quasi modesto. “Non sono avido, mi accontento del 4% pulito all’anno.”
Sembra prudente. E invece nasconde una domanda che quasi nessuno si pone: ma quante probabilità ho davvero di ottenerlo?
Così ho deciso di non rispondere a sensazione. Ho fatto i conti sul serio.
Ho preso un portafoglio bilanciato classico — 40% azioni, 50% obbligazioni, 7% oro, 3% materie prime. Di quelli che molti hanno in pancia. Poi, invece di immaginare un solo futuro, ne ho simulati 50.000: basati su 30 anni di mercati reali. Si chiama simulazione Monte Carlo: è come tirare i dadi dei mercati cinquantamila volte e contare quante volte si vince.
Il risultato fa riflettere.
Centrare il 4% netto — dopo costi e dopo tasse — riesce solo in 3 futuri su 10. Circa il 30% di probabilità. Il restante 70% resta sotto. E l’esito più probabile è il 3% netto: un punto sotto l’obiettivo. Ogni anno. Per dieci anni.
Quando va bene si arriva al 4%, in qualche caso al 6%. Quando va male, si resta vicini allo zero per tutto il decennio.
Il 4%, quindi, non è impossibile. È solo improbabile con questo profilo: è uno dei risultati buoni, non quello normale.
Perché? Perché il 4% netto è molto più ambizioso di come suona.
Partiamo dal lordo: quel portafoglio rende in media circa il 5,5%. Sembra ci sia margine.
Ma poi arrivano:
i costi: si possono ridurre, ma entro un perimetro. Sotto una certa soglia non c’è più consulenza, c’è il fai-da-te — che raramente costa meno: costa gli errori che eviti quando qualcuno ti tiene la mano nei momenti storti.
Le tasse: ci sono, punto. Si possono attenuare con strumenti agevolati, ma solo su una parte limitata: se spingi troppo, sacrifichi la diversificazione, cioè proprio ciò che ti protegge.
Togli costi e tasse, e quel “modesto” 4% diventa un traguardo che richiede mercati generosi, non normali.
Non te lo dico per spaventarti, ma perché un’aspettativa sbagliata è la prima causa di scelte sbagliate: si cambia strada al primo anno storto, si insegue il prodotto miracoloso, ci si delude per un risultato che era normale.
La buona notizia? Quel 30% non è un destino. Si sposta — calibrando costi, peso azionario, orizzonte.
Ma sono leve da conoscere prima, non da scoprire dopo.
Investire non è promettere un numero. È capire quanto è probabile quel numero — e decidere con cognizione.
E tu, il rendimento che ti aspetti… l’hai mai messo alla prova dei numeri?
Vuoi sapere quante probabilità hai TU di centrare il tuo obiettivo?
Scrivimi a info@marcovelli.it o qui su LinkedIn: facciamo l’analisi sul tuo portafoglio reale. Una call senza impegno, parti da numeri veri.
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Simulazione Monte Carlo a cura di Marco Ovelli, su serie storiche di lungo periodo (MSCI World, Bloomberg Aggregate, oro LBMA, Bloomberg Commodity). Dati illustrativi, non garanzia di rendimenti futuri.
#ConsulenzaFinanziaria #Investimenti #EducazioneFinanziaria
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